Gli effetti della crisi sull'economia del Mezzogiorno

27/07/2010
La ricerca PIL Occupazione/Valore Aggiunto, giunta alla sua ottava edizione curata dall’Osservatorio Regionale Banche – Imprese di Economia e Finanza, con sede a Bari, di concerto con la Fondazione Istituto Guglielmo Tagliacarne di Roma, ha pubblicato lo studio sui dati relativi alla ricchezza prodotta e all’occupazione impiegata anche per tutti i comuni del Mezzogiorno per l’anno 2009.Come è noto, la crisi generale che ha investito il Paese ha colpito indiscriminatamente tutto il Mezzogiorno in modo più o meno omogeneo senza eccezione alcuna. Analizzando il dato sul Prodotto Interno Lordo, le regioni caratterizzate dalla variazione complessiva più negativa sono l’Abruzzo e la Basilicata (-6,0%) seguite dalla Puglia (-5,9%) e dalla Campania (-5,6%). Nel complesso l’intero Mezzogiorno presenta risultati peggiori rispetto al dato nazionale (-5,5% contro -5,0%). Entrando nel dettaglio settoriale delle stime non più del prodotto interno lordo ma del valore aggiunto a partire dal quale si ottiene poi il Pil, si evidenzia quasi esclusivamente la presenza di segni meno anche se di intensità molto diversa fra comparti e territori.

Tabella 1 – Variazioni in termini reali del valore aggiunto ai prezzi base per settori di attività economica e del Prodotto Interno Lordo ai prezzi di mercato fra il 2008 e il 2009

PIL 2008_2009

 

Fermo restando il quadro descritto del Mezzogiorno, tutt’altro che esaltante da un punto di vista delle performance congiunturali, emergono alcuni spunti interessanti dall’esame di alcuni aspetti strutturali della situazione economica dei singoli territori del Sud. Dall’analisi emerge che la regione economicamente più sviluppata del Sud (con un valore medio del Prodotto Interno Lordo per abitante pari a 21.003 euro) continua ad essere l’Abruzzo, seguita dal Molise (19.636 euro/pro capite) e la Sardegna (19.697 euro/pro capite). Nelle posizioni di coda appaiono in ordine Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.Interessanti anche la graduatoria, riportata in tabella 2, del Prodotto Interno Lordo pro capite realizzato da ciascuna delle 40 province nell’anno 2009 con gli avanzamenti e le retrocessioni che i valori anzidetti hanno registrato, in termini di posti di graduatoria, rispetto al 2001.Sei delle otto province in cui si trovano i capoluoghi regionali compaiono nelle prime 20 posizioni. Il primo e l’ultimo posto sono occupati da due province sarde, ambedue di nuova istituzione (Olbia-Tempio e Carbonia-Iglesias).Tabella 2 Graduatoria del Prodotto Interno Lordo pro capite delle province nell’anno 2009 e variazioni di posto registrate rispetto al 2001

 PIL Province

Analisi completa e ulteriori approfondimenti sono disponibili sul sito www.bancheimprese.it