La rivincita di Meltin’Pot "Così diventerà grande"

22/04/2008
Il marchio del gruppo pugliese della famiglia Romano, dopo la grande crescita raggiunta fino al 2005, si prepara a una svolta nel mercato
Il gruppo pugliese Romano, cui fa capo il marchio di jeans Meltin’Pot, la catena tedesca Fritz con duecento negozi e un’attività di produzione conto terzi, si rimbocca le maniche e prepara le nuove strategie per affrontare il futuro. Dopo anni molto brillanti che hanno visto il fatturato raggiungere i 200 milioni di euro nel 2005, l’azienda pugliese si è trovata ad affrontare una flessione del fatturato che, comunque, nel 2006 e nel 2007 è stato di 180 milioni di euro (cento con i negozi Fritz, cinquanta con Meltin’Pot e trenta con la produzione conto terzi).
Augusto Romano, figlio del fondatore Cosimo mantiene sempre il suo ottimismo e con sincerità ammette che «sono stati fatti forse degli sbagli con Meltin’Pot, è vero. Ci hanno penalizzato i mercati stranieri sui quali non eravamo molto "collaudati". In quanto all’attività conto terzi molti clienti hanno preferito trasferire le produzioni nel più economico Far East, da qui il calo dei profitti. Ma, come dice mio padre: chi non fa niente non sbaglia mai. E noi di cose ne abbiamo fatte tante e tante ne faremo. Sicuramente questo è per noi un momento cruciale, dobbiamo davvero decidere cosa faremo da grandi». Innanzitutto il restyling è partito da Pitti, dove Meltin’Pot è ricomparsa dopo sette anni di assenza: «Il marchio è stato riposizionato così come la distribuzione. Quello che era venuto un po’ a mancare era l’identità del prodotto. Adesso Meltin’Pot è di nuovo molto ben riconoscibile e stiamo anche pensando di aprire dei flagship nelle città principali, non tanto per una questione di vendite ma d’immagine». E proprio nell’ottica di rimonta, l’immagine del marchio sei mesi fa è stata affidata ad Armando Testa, «secondo noi il meglio che c’è sulla piazza». In quanto alla distribuzione «negli ultimi anni le esigenze della clientela sono molto cambiate. Se prima i negozi multimarca erano molto più specializzati, oggi si tende ad offrire una gamma molto più ampia di abbigliamento. Abbiamo fatto un grosso lavoro di revisione dei punti vendita e il prodotto che offriamo, da adesso in poi, sarà molto più visibile e riconoscibile».
L’azienda, che ha sede nel meraviglioso Salento a Matino, ha le proprie origini in un’importante scelta d’amore, quella di Cosimo Romano, che per sposare la sua innamorata decise di non seguire l’onda emigrante degli anni ‘60. E’ lui stesso a raccontare che «a quei tempi in Meridione c’era ben poco da fare, tutti partivano e andavano a cercare fortuna all’estero. Mia moglie però non sentiva ragione: voleva vivere dove era nata». Così la giovane coppia inizia a vendere bavaglini su un banchetto per la strada. A poco a poco l’attività cresce e Romano in un decennio raggranella un buon capitale e un importante bagaglio di esperienza nel tessile. Apre così un’azienda specializzata nel jeans di qualità e comincia a lavorare per conto terzi.
Il lavoro marcia a gonfie vele, tant’è che il proprietario decide nel 1993 che è ora di far nascere il proprio marchio. Intanto i due figli Augusto e Mariolina si laureano e si preparano a prendere le redini di quello che ormai è diventato un gruppo internazionale. Nel frattempo, infatti, la famiglia ha anche acquistato Fritz, una catena di 25 negozi in Germania, che continua a dare buoni profitti. L’area produttiva industriale cresce e raggiunge una superficie di 35.000 metriquadri. A ciclo completo vengono svolte tutte le fasi produttive, dal taglio al cucito, al lavaggio e allo stiro. La produzione del marchio Meltin’Pot è divisa tra l’azienda di famiglia e il Nord Africa.
E’ stato proprio Augusto Romano, qualche anno fa a decidere che era ora di cambiare l’immagine della firma e di investire nel progetto un decina di milioni. Le cose però non sono andate per il verso giusto. Dopo aver ingaggiato il celebre Fabio Novembre con il compito di progettare un albergo da una vecchia residenza acquistata nel centro del paese d’origine non sono arrivati i permessi: «Purtroppo i lavori non sono mai cominciati e non so se riusciremo mai a farlo, l’hotel. In mano ci resta l’immobile ed il progetto». Nell’idea della proprietà l’albergo doveva diventare un punto di incontro per creativi ed artisti, un ambiente, come spiegava Romano «in cui far vivere il mondo e la filosofia di Meltin’Pot». Poi è stata la volta del film, "The lives of the Saints", uno grande spot con tanto di trama ed attori girato dal regista Rankin. Doveva rappresentare un messaggio nuovo e all’avanguardia. In realtà poi non è mai stato distribuito: «I tempi nel cinema sono molto più lunghi e il nostro film era legato al momento storico del marchio, proiettarlo nelle sale adesso non ha più senso. E’ stata però una buona operazione a livello di immagine». Ma, come dice il saggio fondatore dell’azienda: «Solo chi non fa niente non sbaglia mai». E dei suoi errori Augusto Romano ha fatto tesoro per continuare a crescere e «diventare finalmente grande».
Renata Fontanelli in Affari&Finanza