L'Europa indietro sull'Innovazione rispetto a USA e Giappone

08/02/2011

Persiste lo scarto tra le prestazioni in materia d'innovazione dell'UE e quelle dei suoi principali concorrenti internazionali: gli USA e il Giappone. Sebbene l'andamento nella maggior parte degli Stati membri UE sia promettente, nonostante la crisi economica, i progressi non sono abbastanza rapidi. Mentre l'Unione mantiene un chiaro vantaggio sulle economie emergenti di India e Russia, il Brasile continua adavanzare e la Cina la sta velocemente raggiungendo. Queste sono alcune delle conclusioni del Quadro valutativo dell'Unione dell'innovazione del 2010 pubblicato dalla Commissione europea.

 Il quadro valutativo del 2010 si basa su 25 indicatori relativi a ricerca e innovazione e considera i 27 Stati membri dell'UE, la Croazia, la Serbia, la Turchia, l'Islanda, la Norvegia e la Svizzera.

Gli indicatori sono raggruppati in tre principali categorie:

"Elementi abilitanti", ovvero gli elementi fondamentali che rendono possibile l'innovazione (risorse umane, finanziamentie aiuti, sistemi di ricerca aperti, di eccellenza e attrattivi);

"Attività delle imprese" che mostrano in che modo le imprese europee sono innovative (investimenti, collaborazioni e attivitàimprenditoriali, patrimonio intellettuale); e

"Risultati" che mostrano come ciò sitraduce in benefici per l'intera economia (innovatori, effetti economici).

Il quadro valutativo suddivide gli Stati membri nei seguenti quattro gruppi di paesi:

-       Leader dell'innovazione: Danimarca, Finlandia, Germania e Svezia presentano risultati molto al di sopra della media dell'UE-27.

-       Paesi che tengono il passo: Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Slovenia e Regno Unito presentano risultati che si avvicinano alla media dell'UE-27.

-       Innovatori moderati: i risultati di Croazia, Repubblica ceca, Grecia, Ungheria, Italia, Malta, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Spagna sono inferiori alla media dell'UE-27.

-       Paesi in ritardo: i risultati di Bulgaria, Lettonia, Lituania e Romania sono molto inferiori alla media dell'UE-27.