Entro il 2030 il 60% della ricchezza mondiale sarà prodotta dai paesi che oggi sono emergenti e in via di sviluppo. Questa la previsione, aggiornata, contenuta nell'ultimo rapporto del Development Centre dell'OCSE. Ci sarà quindi il sorpasso sui paesi avanzati che attualmente detengono il primato della produzione di ricchezza (Europa, Stati Uniti e Giappone).
Negli ultimi 10 anni, infatti, c'è stato un forte processo di convergenza dei paesi più arretrati verso i paesi più ricchi.
Inoltre, mentre alla fine degli anni '90 erano 12 i paesi emergenti la cui economia cresceva di più, oggi, secondo le stime dell'OCSE e della Banca Mondiale, i paesi virtuosi sono circa 65, trainati chiaramente da Cina e India.
La dimensione di questi due paesi è tale da influenzare le variabili macroeconomiche dell'economia mondiale e soprattutto delle economie degli altri paesi emergenti.
Questo processo di forte convergenza è ulteriormente accelerato dalla crisi economica e finanziaria mondiale che sta producendo trasformazioni strutturali profonde in grado di spostare ricchezza da un blocco di paesi ad un altro ("Shifting Wealth" non a caso è il sottotitolo del rapporto OCSE).